Un sipario tra cielo e terra

SALUZZO

Un sipario tra cielo e terra 2011-2012

11^ Rassegna di teatro per bambini e ragazzi

 

Teatro S. Giovanni Bosco – Via Donaudi – Saluzzo

ingresso 4.00 euro

gratuito sotto i tre anni

abbonamento 4 spettacoli

Programma

La gabbianella e il gatto

LA GABBIANELLA E IL GATTO

Assemblea Teatro (Torino)

Domenica 6 novembre – ore 17.00

Kengah, una gabbiana avvelenata da una macchia di petrolio, in un ultimo gesto affida il suo uovo ad un gatto grande e grosso di nome Zorba, strappandogli tre promesse: di non mangiarlo, di averne cura finché non si schiuderà e di insegnare a volare al nascituro…

Dopo l’impegnativo viaggio nelle vicende di un Cile schiacciato da una dittatura di inaudita violenza e brutalità di “Le rose di Atacama” Assemblea Teatro torna a collaborare con lo scrittore-amico cileno questa volta in forma non meno superficiale ma sicuramente più leggera.

Luis Sepúlveda – attraverso una storia metafora – racconta con semplicità dell’uomo contemporaneo che, facendo male alla natura, finisce per far male a se stesso. Un uomo che sembra aver dimenticato gli obblighi e le attenzioni del vivere collettivo. Lo racconta mescolando poesia, denuncia, riflessione.

Così un gatto d’onore inizia un’avventura lunga quanto un libro, insieme a compagni coraggiosi, scimpanzè nevrotici, ed un’impaurita gabbianella. Luis Sepúlveda, con la dolcezza di una favola, parla all’uomo, grande o piccolo che sia, rammentandogli i doveri verso la natura, ma anche verso se stesso.
In scena la componente essenziale è una ricerca linguistica fatta di immagine e parola, disegno e voce, insieme a musiche che si confondono, sino a fondersi, con il racconto.

Necessario ascoltare e guardare, lasciarsi sorprendere dal gioco in cui i gatti prendono vita attraverso una istrionica Cristiana Voglino, capace di modulare la propria voce…e di parlare attraverso una gestualità travolgente. Ora melliflua e schizzinosa come Segretario, ora dolce ed impacciata, ma tremendamente fiera, come Zorba, ora acuta e curiosa come la piccola gabbianella, a ogni personaggio un accento, un carattere particolare, che conduce dritti dritti tra gli sviluppi del racconto.

Dietro a lei la sabbia incisa dalle abili dita di Licio Esposito dà forma alle parole, le segue, le anima rendendole concrete. Intorno ad un tavolo-uovo, disegnato dal designer Francesco Iannello, si muove con passo felino il gatto che invita a tuffarsi in una storia tonda, gustosa come il miglior cioccolato, capace di catturare grandi e piccini attraverso il divertimento e la sincera emozione.

La musica come ponte, ad unire i tanti ingredienti, quasi a scivolarci dentro, per trascinare in un viaggio magico. Allo spettatore non resta che partecipare al gioco, ridendo insieme a chi racconta, lasciandosi travolgere da gatti giocherelloni, e provare a volare. Tutto questo, ovvio, solo per chi osa farlo!


Il gatto con gli stivali

IL GATTO CON GLI STIVALI

Teatro Kismet Opera (Bari)

Domenica 13 novembre – ore 17.00

Questo spettacolo è la terza tappa del lavoro registico di Lucia Zotti che, dopo i risultati di Un Regalo per Quicha e Storie di Streghe, si avventura nella realizzazione de Il Gatto e gli Stivali tratto dalla fiaba popolare Il gatto con gli stivali. E’ una storia interessante perché conduce l’attenzione su una qualità del “sentire” umano che tende ad essere soffocata, se non annullata: quella dell’istinto primordiale, quell’istinto che, quasi magicamente, conduce a discernere la giusta strada nella giungla del vivere; a riconoscere fra gli incontri quelli positivi; ad aver il coraggio di affrontare gravi pericoli per realizzare un sogno; a credere che i “sogni” possono essere realizzati, se li si nutre di significato concreto.

Dedichiamo il nostro lavoro a tutte le infanzie che abbiamo incontrato e che continueremo ad incontrare con i nostri spettacoli, con l’augurio che conservino quell’ istintualità troppo spesso sepolta da tecnologie seducenti e ridondanti.


Mimì e il pane

MIMI’ E IL PANE

Compagnia La Piccionaia (Vicenza)

Domenica 20 novembre – ore 17.00

«È pronto il pane? No…la terra deve riposare.
È pronto il pane? La pioggia ha da bagnare.
È pronto il pane? No…Il grano deve spuntare…»

E via così, la farina da macinare, l’impasto da preparare, il tempo di lievitare, la cottura nel forno. Ed ecco filastrocche, suoni, odori, sapori, percezioni tattili, il risultato di un’ampia sperimentazione con cui Ketti Grunchi ha indagato il rapporto tra il bambino e il cibo. Lo spettacolo traccia percorsi antichi che in qualche modo recuperano la semplicità e al contempo la ritualità di gesti che sembrano dimenticati. Mangiare significa senz’altro sopravvivere, ma a volersi fermare e riflettere, mangiare è molto più dell’infinito di una voce verbale.

Piccola piccola in un mondo a misura di adulto, simboleggiato da un’enorme sedia posta al centro della scena, Mimì-Ketti Grunchi prende confidenza con l’attesa. Non più il rapporto immediato madre-neonato, che porta la prima a soddisfare nell’immediato le necessità del proprio bambino, bensì un viaggio nella scoperta e verso l’autonomia, per imparare “quanto ci vuole”. Uno spettacolo per raccontare il valore della terra e il rispetto per essa; il profumo del buon grano, l’odore della pioggia che disseta i campi e dell’aria pulita. E infine il pane, che pare l’essenza della semplicità perché fatto di elementi semplici, ma richiede anche pazienza. La pazienza di attendere che la natura compia il suo corso, seguendo tempi e cicli che fanno sbuffare i bambini, e non solo loro, ma aspettando s’impara ad aspettare.
Nell’attesa s’imprimono meglio i colori, nascono legami e affetti, si conversa e si litiga, si raccontano storie. Si vive. Una metafora racchiusa nel gigantesco pentolone adagiato sulla sedia: al suo interno forse riposa Mariconda, l’antica minestra fatta di pane e di latte che ogni bimbo al mondo ha assaggiato. Solo pane e latte, gli ingredienti più genuini, ma tante tappe prima della cottura a fuoco lento.

La partecipazione alla storia è forte, e i bambini, primi destinatari della proposta, sembrano apprezzare anche i “trucchi” del teatro… il tuono che annuncia la pioggia, i chicchi di grano che scendono improvvisi dal fondo della sedia, la polvere di farina che proietta nel buio sbuffi perlacei, e i meccanismi di una comicità ingenua, semplice ma immediata. «Ma che c’era dentro al pentolone?», chiedono alla fine. Ed ecco che l’attesa genera curiosità.


I tre capelli del diavolo

I TRE CAPELLI DEL DIAVOLO

Albero Blu e Teatro Città Murata (Como)

Domenica 27 novembre – ore 17.00

“I tre capelli del diavolo” è una fiaba dei celebri fratelli Grimm che contiene in sé vicende a dir poco esilaranti, che possiedono molti “tòpoi” della narrazione e parecchi spunti che possono essere indagati per rendere la storia quanto mai attuale.

Si sa, se una fiaba non viene letta perde la sua magia e così può capitare che i personaggi che la compongono possano decidere di abbandonarla per cercare miglior fortuna in altre storie. Questo è quello che è successo ne “I tre capelli del diavolo”… persino Fortunello, ragazzino puro e coraggioso e protagonista della storia, se ne è andato.

E allora, il gioco “del teatro nel teatro” è condotto da due personaggi marginali della storia, i due briganti, rimasti soli davanti ad un bivio: fuggire anch’essi o cercare di ridare lustro alla propria storia, facendo tornare anche i personaggi che l’hanno abbandonata. E così i due briganti ci condurranno tra re malvagi, bambini salvati dalle acque, alberi fatati, indovinelli curiosi e diavoli per capelli… e attraverso una magia i due furbacchioni si staccheranno dalle pagine del libro, per provare a convincere chi incontrano a leggere di loro, della loro fiaba.

Le compagnie Albero Blu e Città Murata hanno collaborato attivamente alla messa in scena dello spettacolo, mossi dall’intenzione di offrire un lavoro dalle molteplici finalità: misurarsi con una fiaba e con i suoi archetipi, mettere in scena una desueta (una favola “dimenticata”), cosa praticata assai poco dal Teatro Ragazzi italiano, cercare infine di attualizzarne i contenuti immettendola in un contesto che rimandasse a problematiche contemporanee…


Per informazioni:

Officina Residenza Multidisciplinare
Piazzetta del teatro, 1 – Cuneo
0171/699971
ufficiostampa@melarancio.com
www.melarancio.com

 

A cura di Progetto Teatro Ragazzi e Giovani Piemonte e Compagnia il Melarancio